domenica 26 aprile 2009

ospedale dei pupazzi



Per chi ancora non lo sapesse l'OdP è un progetto di Pedagogia Medica tenuto dal S.I.S.M, che si è svolto Firenze in 2 giornate: 20 e 23 Aprile 2009.
Se volete sapere nei dettagli di cosa si tratta, ve lo spiega Irene, la mia collega pupazzologa, che ha scritto un bel post al riguardo
.
Io vi voglio raccontare brevemente le mie impressioni.
E' stata un'esperienza bellissima sotto tanti punti di vista: innanzi tutto ho capito cosa significa lavorare in squadra. In questo ospedale dai mille colori non esiste un ruolo più importante dell'altro o una parte del percorso indispensabile perché superiore al resto. Tutti noi stiamo allo stesso livello e ci diamo da fare per un unico obiettivo: guarire un pupazzo all'apparenza, ma in realtà tranqullizzare un bambino sull'ambiente ospedaliero. Io faccio bene la mia parte perché so che prima e dopo di me ci sono pupazzologi che si sono adoperati per raggiungere lo stesso mio fine. E questo mi conforta e mi fa sentire parte di un gruppo unito.
Inoltre questa esperienza mi è servita tanto per imparare ad avvicinarmi ai pazienti più piccoli. Un bambino non è un piccolo uomo, ma nemmeno un bambolotto da chiudere in una campana di vetro. Nelle varie tappe dell'Ospedale, tu sei il punto di riferimento di quel bambino: ti ha affidato il suo pupazzo e non puoi fregarlo. Devi dirgli le cose come stanno, con parole chiare, semplici e efficaci, ma non devi dirgli bugie.
E infine, last but not the least, sono state 2 giornate proprio divertenti con i vari Squit Squit, Gallo, Coccodrillo Assassino (nome e cognome prego!), Fulmine, Grillo, Iacopino Viola (l'orso della Fiorentina!), Piero 1 e Piero 2 (pupazzi gemelli!) e le loro disgrazie più o meno fantastiche!
Quindi grazie a voi, cari bambini.
Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
a essere contento senza motivo,
a essere sempre occupato con qualche cosa
e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
[Paulo Coelho]

assignment n.5: PubMed


Eccoci qua con PubMed! Noi ex studenti di Biologia abbiamo già avuto a che fare con le banche dati biologiche per sostenere l'esame di Bioinformatica. Ci siamo limitati soprattutto alle tre banche dati internazionali di sequenze nucleotidiche (EMBL - GenBank - DDBJ), perché da una sequenza tipo CCAGTGTTTAGGAAA dovevamo arrivare a conoscere la proteina tradotta.
PubMed, invece, è un database contenente informazioni sulla letteratura scientifica biomedica dal 1949 a oggi. E' prodotto dall'NCBI (National Centre for Biotechnology Information) ed è integrato in Entrez, che è uno dei sistemi di retrieval disponibili (cioè quei sistemi che aiutano nella selezione e nell'estrazione dei dati raccolti).
Per interrogare una banca dati si usano sempre gli operatori booleani: AND (recupera documenti con entrambi i termini), OR (recupera documenti con l'uno o l' altro, o entrambi) e NOT (recupera documenti con solo il primo termine).
Bene, dopo queste poche istruzioni, possiamo iniziare!
Io ho fatto una ricerca sul Lupus Eritematoso Sistemico, una malattia cronica autoimmune rara, citata più volte dal Dottor House, ma che io ho capito più chiaramente nel mese di tirocinio a Nefrologia.
La parola "lupus" si riferisce alla caratteristica eruzione cutanea a forma di farfalla sul viso che ricorda i segni bianchi sul muso del lupo; "eritematoso" per il rossore della pelle e "sistemico" perché interessa più organi.

La diagnosi del LES è molto difficile perché si manifesta con dolori articolari, vomito, febbre, perdita di capelli, anemie e endocarditi: quello che è indicativo è però la sistemicità dei sintomi, cioè vengono colpiti più organi contemporaneamente.
Non esiste ancora una cura definitiva, ma è possibile portare la malattia ad uno stato di remissione, bloccando la moltiplicazione dei linfociti B responsabili della produzione di auto-anticorpi.
Scrivendo semplcemente su PubMed systemic lupus erythematosus, si trovano 44855 risultati; un po' troppi... Attivando allora la funzione limits, ho ridotto la ricerca alle pubbicazioni degli ultimi 3 mesi in italiano e in inglese, al genere umano e alla fascia di età compresa ta 19 e 44 anni.
Adesso ho ottenuto 45 risultati: meglio!
Uno sulla gravidanza in donne affette da LES, spiega che dopo il parto sono frequenti infezioni renali, prevedibili con accertamenti a inizio gravidanza:
The aim of the study was to identify the risk factors for complicated pregnancy in women with pre-existing SLE.
RESULTS: at conception, most patients were in complete or partial remission. There were nine spontaneous abortions, one stillbirth and five neonatal deaths. Thirty-one deliveres were preterm. Birth weight was less than 2500g in 34 newborns. During pregnancy or after delivery, there were 34 renal flares, most of which were reversible. Three patients had a progressive decline of glomerular filtration rate (one on dialysis). CONCLUSIONS: Pregnancy can be successful in most women with pre-existing LN, even for those with a severe renal involvement at onset. Renal flares during and after pregnancy are not uncommon and can be predicted by renal status assessed before pregnancy
Un altro studio interessante è stato effettuato in Minnesota, per 40 anni (1965-2005), per verificare l'insorgenza del LES:
OBJECTIVES: To assess trends in the cutaneous variants of lupus erythematosus (CLE) and to ascertain the incidence of CLE over the past 4 decades.
PATIENTS: All Olmsted County, Minnesota, residents with any subtype of CLE between January 1965 and December 2005.
RESULTS: A total of 156 patients with newly diagnosed CLE (100 females and 56 males) were identified between 1965 and 2005. The incidence rate was 4.30 per 100,000. Nineteen patients with CLE had disease progression to SLE.
CONCLUSIONS: The incidence of CLE is comparable to the published incidence of SLE. Our findings double the incidence of the root designation of the disease process known as LE (SLE and CLE).
Ecco. Cambiando poi i limits scelti, posso approfondire altri aspetti della malattia, posso consultare gli articoli correlati, posso passare ad altre banche dati e modificare la ricerca.
Alla prossima!



lunedì 13 aprile 2009

assignment n.3: coltivare le connessioni

http://www.scribd.com/doc/12859285/Coltivare-Le-Connessioni
Dunque...
non serve certo che lo dica io che Internet è probabilmente la più grande invenzione del XX secolo: è un valido strumento di lavoro, è un calderone di informazioni in continua ebollizione, è un filo che unisce persone vicine e lontane. Tuttavia l'enorme quantità di possibilità offerte dalla rete possono diventare anche ingannevoli e fuorvianti.
Serve un filtro; e il filtro lo fa la vita. La mia rete, io la voglio vivente, fisica, reale. Facebook non potrà mai sostituire un'amicizia nata alle elementari e wikipedia non potrà mai sostituire l'odore delle pagine di un libro. Il computer affianca, non rimpiazza.
La scuola, con tutte le sue pecche, è fondamentale. Cattedre, professori, libri e voti servono per indirizzare e dare gli strumenti per permettere poi di camminare da soli. Questo Internet non può farlo.
La "rivoluzione" di Don Milani è stata possibile perché a recepire i principi di sharing - opennes - peering - acting globally c'erano ragazzi, certamente diversi l'uno dall'altro, ma comunque vicini e compatti e non entità più o meno fittizie nascoste dietro ad uno schermo.
In sostanza: tutto è rete, ma le uniche che contano davvero sono quelle che evolvono e pulsano vita.